Vivevano in tenda, sgomberati dai vigili

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Articolo pubblicato il 13/08/2017 alle ore 08:39.
Le loro cose ora sono in un garage
Le loro cose ora sono in un garage

«Ho letto con interesse l'articolo che La Nuova Periferia ha dedicato ad un caso che seguiamo in assessorato: quello di Paolo e Floriana. Altrettanto interessanti sono i contributi sui social di Rita, Daniela e molti molti altri ancora».
Quando, alle 12.59 di venerdì 4 agosto, è apparso questo post sulla pagina Facebook «Claudio Moretti - assessore welfare, sanità, politiche del lavoro», in molti hanno pensato ad un miracolo. Un assessore vicino alla gente, che legge i giornali e si espone in prima persona per risolvere i problemi.
Paolo e Floriana sono i due sessantenni di cui abbiamo scritto la scorsa settimana: senza lavoro e casa, da un mese vivevano in una tenda piantata in un boschetto all’incrocio tra via Mazzè e via Rigazzi, alle porte di Chivasso.
Sì, vivevano, perché mentre Moretti li aspettava in ufficio per le 9 di lunedì 7 agosto, alle 8 un blitz della Polizia Municipale li ha rapidamente sgomberati dall’area. Non certamente degradata a causa loro, tanto che i civich stessi, giorni fa, avevano telefonato proprio a «la Nuova Periferia» non riuscendo a vederli tra i rovi. In lacrime, Paolo e Floriana hanno subito contattato chi in questi giorni si è preoccupato per la loro sorte, e in pochi minuti le loro povere cose sono state raccolte e depositate in un magazzino di Claudia: «Altrimenti sequestriamo tutto», avrebbero detto gli agenti.
Vero, come si era chiesto lo stesso Moretti venerdì, «Possiamo /dobbiamo dare la residenza a Chivasso a tutte le persone provenienti dai vari comuni che non offrono questi servizi? Essere più visibili attraverso stampa e social può diventare un criterio di scelta?», ma è anche vero che in tutti questi anni Chivasso ha sventolato più volte la bandiera dell’accoglienza.
Difficile, poi, far capire ai chivassesi (che hanno riversato tutto il loro sdegno sui social per il blitz di lunedì) quale sia la differenza tra l’accoglienza di un richiedente asilo (per cui si viene ripagati “economicamente”) e quella di un cittadino italiano, ora in difficoltà, con 32 anni di contributi sulle spalle.
A questo punto, con il senno di poi, non sarebbe stato meglio trasformare la villa confiscata di corso Galileo Ferraris in un polo per l’emergenza abitativa, come più volte proposto dal consigliere Matteo Doria? Ad oggi, ricordiamo, quella villa ospita alcuni richiedenti asilo.
Alla notizia del blitz dei Vigili pare che anche Moretti abbia reagito sgranando gli occhi: non ne era stato informato. Non che l’intervento fosse illegittimo, per carità, ma la sensazione è sempre quella che la mano destra, a Palazzo Santa Chiara, non sappia quello che fa la sinistra.
Ad oggi è stata trovata una soluzione provvisoria, nell’attesa che intervengano i Servizi Sociali dell’ultimo comune di residenza di Paolo e Floriana, in Canavese, anche se il problema resta quello relativo ai loro tre cani, che non possono andare né nel dormitorio né nella Casa di via Domani.
Proprio ai cagnolini è rivolto l’appello di Moretti: «Stiamo cercando amanti degli animali disponibili ad ospitare durante la notte tre cani di piccola taglia di proprietà di due persone attualmente senza dimora. L'impegno richiesto è di pochi giorni. Vi prego di mandarmi un Sms al 338/4445084 oppure contattarmi via Messenger. Grazie per l'attenzione».

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